domenica 26 ottobre 2008

Giù le mani dai nostri figli

Signor Presidente del Consiglio,
mi auguro che Lei rifletta e ascolti i giovani, loro rivendicano il diritto allo studio di tutti.
I giovani hanno bisogno di risposte, spetta agli adulti porgergli la mano e non innalzare innanzi a loro un muro in nome dei conti pubblici che noi adulti abbiamo mal amministrato.
Se questa situazione le dovesse scappare di mano, si rende conto come l'Italia rischierebbe di cadere in un profondo precipizio che metterebbe in serio pericolo la stabilità delle famiglie e dello stato intero.
Voglio dirle ciò che sino a questo momento nessuno ha avuto il coraggio:
1) se le manifestazioni e la protesta con toni più coloriti dovesse continuare, Lei manderà la polizia nelle università, e per la prima volta dalla nascita della repubblica la maggior parte dei poliziotti si chiederanno se eseguire gli ordini o deporre le armi, davanti a loro non vedono né terroristi, né nazischin, né delinquenti, ma il proprio figlio, o nipote o il ragazzo della porta accanto che ogni mattina incontra per le scale e lo saluta educatamente.....
2) infine non ha valutato la cosa più importante "LE MAMME", Lei crede che le mamme, quel tipo di mamme che Lei non conosce, quelle mamme orgogliose delle proprie rughe, quelle mamme disposte a dare la vita per i propri figli, le permetteranno di torcere loro anche un solo capello. NO! Lei assisterà per la prima volta ad una vera grande e forte cordata, quella di 100.000 mamme!

Legge 133 art.16

Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università
1. In attuazione dell'articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell'autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e' adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e' approvata con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di adozione della delibera.
2. Le fondazioni universitarie subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell'Università. Al fondo di dotazione delle fondazioni universitarie e' trasferita, con decreto dell'Agenzia del demanio, la proprietà dei beni immobili già in uso alle Università trasformate.
3. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni ad essi connesse sono esenti da imposte e tasse.
4. Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione. Non e' ammessa in ogni caso la distribuzione di utili, in qualsiasi forma. Eventuali proventi, rendite o altri utili derivanti dallo svolgimento delle attività previste dagli statuti delle fondazioni universitarie sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle medesime.
5. I trasferimenti a titolo di contributo o di liberalità a favore delle fondazioni universitarie sono esenti da tasse e imposte indirette e da diritti dovuti a qualunque altro titolo e sono interamente deducibili dal reddito del soggetto erogante. Gli onorari notarili relativi agli atti di donazione a favore delle fondazioni universitarie sono ridotti del 90 per cento.
6. Contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati lo statuto e i regolamenti di amministrazione e di contabilità delle fondazioni universitarie, i quali devono essere approvati con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Lo statuto può prevedere l'ingresso nella fondazione universitaria di nuovi soggetti, pubblici o privati.
7. Le fondazioni universitarie adottano un regolamento di Ateneo per l'amministrazione, la finanza e la contabilità, anche in deroga alle norme dell'ordinamento contabile dello Stato e degli enti pubblici, fermo restando il rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario.
8. Le fondazioni universitarie hanno autonomia gestionale, organizzativa e contabile, nel rispetto dei principi stabiliti dal presente articolo.
9. La gestione economico-finanziaria delle fondazioni universitarie assicura l'equilibrio di bilancio. Il bilancio viene redatto con periodicità annuale. Resta fermo il sistema di finanziamento pubblico; a tal fine, costituisce elemento di valutazione, a fini perequativi, l'entità dei finanziamenti privati di ciascuna fondazione.
10. La vigilanza sulle fondazioni universitarie e' esercitata dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Nei collegi dei sindaci delle fondazioni universitarie e' assicurata la presenza dei rappresentanti delle Amministrazioni vigilanti.
11. La Corte dei conti esercita il controllo sulle fondazioni universitarie secondo le modalità previste dalla legge 21 marzo 1958, n. 259 e riferisce annualmente al Parlamento.
12. In caso di gravi violazioni di legge afferenti alla corretta gestione della fondazione universitaria da parte degli organi di amministrazione o di rappresentanza, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca nomina un Commissario straordinario, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, con il compito di salvaguardare la corretta gestione dell'ente ed entro sei mesi da tale nomina procede alla nomina dei nuovi amministratori dell'ente medesimo, secondo quanto previsto dallo statuto.
13. Fino alla stipulazione del primo contratto collettivo di lavoro, al personale amministrativo delle fondazioni universitarie si applica il trattamento economico e giuridico vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto.
14. Alle fondazioni universitarie continuano ad applicarsi tutte le disposizioni vigenti per le Università statali in quanto compatibili con il presente articolo e con la natura privatistica delle fondazioni medesime

domenica 19 ottobre 2008

IL NOSTRO FUTURO NELLE LORO MANI

I nostri politici sia di destra che di sinistra, non si rendono conto che hanno il nostro futuro nelle loro mani, che possono disporre delle nostre vite, decidere anche chi vive e chi muore. Starete pensando che stia esagerando......, ma
- se tagliano la spesa della sanità, diminuiscono i posti letto, quando ci ammaliamo di cranco, necessita un intervento urgente, non possiamo aspettare la lista di attesa di sei mesi perchè il cancro si diffonde velocemente; solo allora ci rendiamo conto che loro ci stanno condannando, hanno deciso della nostra vita o meglio della nostra morte;
- se tagliano i fondi della scuola, avremo sempre un maggior degrado della scuola pubblica, professori demotivati e poco preparati, mancanza di stimoli e supporti didattici; solo allora ci rendiamo conto che hanno deciso della preparazione e di conseguenza del futuro dei nostri figli;
- se non creano energia alternativa, organizzano una rete per un 'efficente raccolta differenziata, potenziano e migliorano il servizio dei mezzi pubblici; come potranno fermare l'inquinamento? E fin da adesso ci rendiamo conto che stanno condannando il mondo intero!!
- se....................
(continuate voi)